IN ARRIVO IL REALITY DI BARBIE E KEN

Da Next-Tv

Barbie ha 51 anni. E come molti suoi coetanei, deve affacciarsi all’universo Internet per restare competitiva con le arrembanti generazioni dei nativi digitali. Per questo dal 2011 sarà “protagonista” di un web reality di 8 puntate da mezz’ora su Hulu, dunque distribuzione esclusivamente online. Fin qui la sociologia spicciola.

Per la ben più concreta Mattel l’esigenza non è di risultare “in” tra i blogger, bensì di proporre le bambole di Barbie e Ken a genitori di 25/45 anni distratti da Facebook e assuefatti ormai al marketing non convenzionale delle campagne virali. Per questo sono state accantonate le consuete ipotesi minimaliste di operazioni spot su YouTube e si è puntato su una trasmissione di lunga durata, alti valori produttivi e grande battage promozionale sul videoportale delle major (Hulu appunto).

Scegliere di investire pesantemente in una webseries di taglio reality invece che sulle tradizionali piattaforme televisive è la soluzione forzata dalla nuda realtà dei fatti: l’età media del telespettatore, in Italia come negli States, è superiore ai 50 anni. Troppi per avere ancora bambine in età da Barbie. Di contro l’età media dello spettatore di online video è per i due terzi inferiore a 34 anni.

Sono gli occhi da catturare.

Intitolato Genuine Ken: The Search for the Great American Boyfriend e condotto dalla designerWhitney Port (lanciata a sua volta da un reality di MTV), il web reality della Mattel metterà 8 seducenti scapoloni, selezionati dai navigatori sul sito ufficiale, in competizione per diventare il Fidanzato Ideale d’America. Una sequenza di gare di surf, di talento artistico, e ovviamente di moda, snodate tra Miami e New York, determineranno il vincitore. La prima puntata è prevista per il 18 Gennaio 2011.

Come detto, uno show chiaramente non indirizzato alle bambine, bensì a chi è intenzionato a metterne al mondo. Il budget di produzione non è stato specificato, ma gli analisti ritengono superi 1 milione di dollari. Cifre impensabili sino a pochi mesi fa per un programma web-only. La stessa Mattel fino a ieri si era limitata solo a una timida sponsorizzazione nel 2008 di Smart Girls at the Party, 9 puntate da 6 minuti l’una per un modesto talk su giovanissime fanciulle di precoce successo nella vita.

La verità è che rispetto agli anni ’90 la televisione è invecchiata orribilmente, di circa 10-12 anni in media. Secondo l’autorevolissimo Median Age Report di Steve Sternberg nel 1991 quasi tutti i grandi network USA erano seguiti in media da ascoltatori sotto i 40 anni. Oggi è così solo per i canali minori come CW, l’ispanica Univision e le emittenti pay di target giovanile. Intere fasce demografiche, inclusa quella più ambita di tutte dagli inserzionisti (18/49 anni) sono in libera uscita. Dati simili non possono non influire sulla ripartizione della torta pubblicitaria; in misura logicamente più radicale e veloce oltre Atlantico, dove la diffusione della larga banda è in uno stadio più avanzato, mentre c’è da attendersi maggiore gradualità e ancora diversi stop-and-go in mercati tecnologicamente più arretrati come l’Italia.

 

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