SMW e Next Tv: Social TV

Da Next-tv

Si è tenuto nel corso del secondo giorno della Social Media Week romana, il dibattito dal titolo: #SOCIAL TV – La televisione torna ad essere un’esperienza sociale condivisa.

Ad ospitare l’evento è RAI 5, in collaborazione con Rai.tv e con la partecipazione di un parterre di commentatori di tutto rispetto.

Oltre al “nostro” Andrea Materia sono intervenuti, “moderati” da David Ghirardello di Rai5, Roberta Enni, Vicedirettore Innovazione Prodotti RAI; Gregorio Paolini, autore televisivo e CEO di Hangar; Marco Massarotto, fondatore e CEO di Hagakure; Tommaso Tessarolo, General Manger di Current Italia; Davide Bartolucci, fondatore e CEO di Shado; Luca Collacciani, Sales Executive di Akamai Italia.

I nuovi scenari tecnologici moltiplicano le modalità di fruizione televisiva a cui siamo abituati. Tante conversazioni, tanti pensieri, tanti contenuti paralleli si generano nella Rete per tutta la durata di un programma televisivo. Cosa hanno in comune un nuovo canale digitale di intrattenimento culturale come Rai5 e i Social Network? Abbiamo cercato di capirlo insieme agli speaker.

Innanzitutto, a spiegare quali siano gli obiettivi e i propositi che si pone l’ultimo nato di mamma RAI, RAI5, è Roberta Enni: “Rai 5 è un canale nato da due mesi, ed è un canale di intrattenimento culturale, la TV infatti sta diventando di nuovo un’esperienza sociale, le persone chiacchierano, ma non più dal divano di casa. Il salotto si è smaterializzato nel web. Rai5 sarà un canale libero dalla necessità di fare grandi ascolti. Abbandona infatti tutti i paradigmi classici di un canale televisivo: l’editore ormai deve essere dove è il pubblico.

E dov’è il pubblico? E’ questo un aspetto affrontato da Luca Collacciani nel suo intervento: “La nostra società (Akamai), gestisce una larga fetta del mercato dello streaming online e grazie a questo abbiamo la possibilità di fare un’attenta analisi dei flussi di mercato. Ormai la popolazione attiva all’interno dei social network ha raggiunto dei numeri impensabili fino a poco tempo fa. Il cliente è in costante e quotidiano contatto con il proprio social, che gli serve per commentare, interagire e seguire sempre più da vicino ciò che gli interessa.

Da social network attivi a check-in televisivo dunque il passo è breve e a chiarirlo è Ghirardello: “Il check-in televisivo serve per sincronizzare una serie di esperienze, associando al contenuto main un flusso di contenuti provenienti dall’esterno. Senza dimenticare Twitter ed il suo ruolo nel processo di interazione“.

A parlarci di questo processo dal web verso la tv e viceversa è proprio Andrea Materia, co-autore insieme a Michele Bertocchi di Social King, un programma targato Rai2 (in diretta tutti i sabato e domenica dal 12 febbraio alle 9.20) e dedicato all’universo dei social network e dei suoi protagonisti. Social King rappresenta il primo game show interattivo realizzato da un’emittente televisiva italiana. Il game prevede in ogni puntata una sfida tra due squadre-schieramenti rivali, in rappresentanza di diversi gruppi di interesse legati al mondo digitale. Ogni squadra – composta da 3 concorrenti appartenenti alle più attive community di Facebook e dei social network italiani, nonchè dai migliori nuovi talenti emersi su YouTube e in streaming – si sfiderà con la concorrente in prove di quiz e abilità.
Il programma prevede il coinvolgimento del pubblico al gioco sul web, con varie forme di interattività in tempo reale: dal voting a tutte le modalità di partecipazione offerte dalle principali piattaforme di social networking.

Questo passaggio dall’uno all’altro mezzo di comunicazione sarà al centro del nostro nuovo programma su Rai Due, Social King, in cui ci saranno da un lato tutti i talenti presenti sui social e su youtube principalmente, delle vere e proprie star oramai. Non esiste ad oggi un programma consolidato che porta questo tipo di nuova creatività in TV.

Dall’altro lato ci saranno gli spettatori che diventano net-spettatori, e che dovranno votare e interagire su strumenti sociali. Questa è una splendida opportunità con il servizio pubblico che si avvicina finalmente alle nuove realtà emergenti dal web.

E come si può invece modificare un prodotto televisivo già esistente per rendere possibile un’interazione con l’utente? “Current è stato il primo canale a fare questo – spiega Tommaso Tessarolo – ad essere costantemente vicino all’utente e a proporre una programmazione interagente con i social. L’intreccio TV-Social si innesta prevalentemente su tre livelli di cambiamento, cambiando le dinamiche di sviluppo, cambiando le modalità di fruizione finale come i social check inn ad esempio, e cambiando la misurazione della promozione. Share infatti possiamo dire che sta cambiando significato“.

Sugli scenari futuri tutti d’accordo dunque nell’ammettere che, se è vero  che l’Italia è ancora indietro nello sviluppo e nella fruizione di alcune tecnologie, è anche vero che questo gap è colmabile e l’aiuto che può arrivare dai social e dalla loro libera creatività può risultare determinante.

A domani!

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