Social Media Week: la crisi si batte on line

Da Next-tv

Il 10% dei bambini di età compresa tra 2 5 e i 5 anni non sa allacciarsi le scarpe: il 20% dei bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni sa usare una app”.

È con questo dato affascinante (ma anche un tantino sconcertante) che si è aperto il primo incontro della Social Media Week a Roma: “e-commerce: la crisi si batte online“. Siamo andati a curiosare per voi e abbiamo scoperto che, dopo aver gridato al miracolo solo pochi anni fa, nel nostro Paese sembra che lo shopping online non sia andato oltre, anche se gli strumenti ci sono.

Il dibattito che ha aperto la Social Media Week, ospitato nella Sala Gianfranco Imperatori della sede dell’Associazione Civita, si basa su una parola chiave: opportunità; opportunità di generare guadagni per chi vende e di risparmiare per chi compra.

Il panel ha visto come protagonisti Luca De Biase, giornalista de Il Sole 24 Ore, nelle vesti di mediatore; Davide Bordoni, Assessore alle Attività Produttive del Comune di Roma; Dyvia Dugani di Send the Trend; il giornalista Gianantonio Stella; Roberto Liscia di Netcomm; la giornalista Francesca Sassoli; Franco Giana di BuyVip e Simone Ranucci Brandimarte di Glamoo; apre il dibattito Consuelo Arezzi di Mindshare.

Dalle parole degli esperti emerge un dato contraddittorio per il nostro Paese: se gli italiani hanno il primato di possedere almeno 2.5 cellulari a persona e almeno un pc a testa, la maggior della popolazione non compra on lne ma decide di acquistare ancora nel negozio. C’è però da dire che ancora oggi molte aziende sottovalutano le possibilità che la rete può offrire loro per aumentare i profitti. La logica alla base della sfiducia verso l’e-commerce è la non emozionalità dell’acquisto online. Questo, spiegano gli esperti, è un ostacolo che si può facilmente abbattere: molti sono infatti i servizi che l’e-commerce offre a livello emozionale, come spiega Simone Ranucci: la sua azienda, Glamoo, offre un servizio di informazione e sponsorizzazione di eventi di shopping tramite mobile phone (iPhone o Android). Il cliente infatti riceve informazioni su vendite promozionali o aperture limitate di alcuni show room geograficamente vicini a lui e per un periodo di tempo limitato: “questo fa sentire”, spiega Ranucci, “il cliente prima coccolato e poi soddisfatto.”

Una testimonianza che ha colpito noi di Next Tv è quella di Francesca Sassoli, giornalista che da 6 mesi vive solo di e-commerce: Francesca infatti ha voluto sperimentare cosa si provasse a vivere senza più entrare e uscire dai negozi o dai centri commerciali.

È bellissimo partire per la Sardegna con il frigo vuoto, ordinare la spesa online, arrivare alle 17 a Milano e avere alle 18 la spesa a casa” racconta Francesca, che invita tutti a visitare il suo blog; certo, ammette che ancora oggi non c’è la possibilità di poter comprare alcune cose su Internet: “non mi sembra normale che nel 2011 un malato debba uscire di casa per comprarsi le medicine quando, grazie alla nuova tessera sanitaria, dotata di codice a barre, il farmacista non possa inviarti le medicine a casa”.

Il primo incontro del Social Media Week si chiude con un bel bagaglio di notizie e curiosità… seguiteci per i prossimi aggiornamenti.

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